Introduzione e recitazione del prof.
Giorgio Battistella.
Qualcuno definisce questo canto una vera lezione di angelologia da parte di Beatrice: era questa una materia che appassionava i teologi medievali e circa la quale Dante vuole esprimere la sua personale posizione tra le molte che venivano avanzate, riferendosi alle Scritture e ai tanti pensatori cristiani : quando e come gli angeli furono creati, le ragioni della “caduta” di alcuni di loro, le loro facoltà e il loro numero... Beatrice non manca poi di bacchettare la propensione di molti studiosi e predicatori di allontanarsi dalla Parola di Dio per perdersi, anche in questi argomenti, dietro a disquisizioni inutili e stravaganti.
Questo e altro ne:
il Canto XXIX del Paradiso della Divina Commedia di Dante Alighieri
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